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giovedì, 20 marzo 2008

Vita reale VS. Vita da blogger

In uno dei commenti al post precedente mi è stata chiesta una cosa molto interessante: com'è tornare alla vita reale.
Non ci avevo pensato, perché in realtà era stato un processo lento e spontaneo al quale mi ero (anzi, mi sono... suona decisamente più giusto) facilmente abituato.
Lo sospettavo, non ve lo nascondo, che una volta uscito dalla routine del mio vecchio lavoro, immancabilmente sarebbero venute meno anche tutte quelle cose che ero solito fare quando mi trovavo in ufficio.
Quindi addio ai miei mitici "Gay Lunch", addio ai pomeriggi passati a lavorare sentendo musica a tutto volume e, dulcis in fundo, addio ai mille post che ero solito scrivere anche (ma non solo) per ammazzare la noia.

Come dicevo, era ovvio che cambiando il modo in cui trascorrevo le mie giornate, sarebbero cambiate le mie abitudini.
Per due mesi e mezzo sono stato disoccupato quindi me ne stavo per la maggior parte del tempo a casa a inviare curriculum ai quali nessuno ha mai risposto e, perché no, mi godevo il "meritato" riposo.
Ma, strano ma vero, dopo un po' di tempo anche il riposo stanca.
Più che il riposo, stanca l'idea di essere inutili a se stessi e alla società.
Il ritorno alla vita reale è stato quindi quasi ovvio perché la mia mente era così occupata a cercare una soluzione alla mia disoccupazione, che tutto avevo voglia di fare tranne che scrivere il resoconto quotidiano dei miei fallimenti.

Poi sono cominciati i primi lavoretti, i primi impegni e, di conseguenza, era sempre meno il tempo che avevo a disposizione per cazzeggiare. Anche perché, a pensarci bene, disoccupato nel vero senso della parola lo sono stato solo il mese di gennaio: tra amici che hanno case di produzione e l'amico regista, della mia creatività c'è sempre stato bisogno (ahahhahahhahaha!!!).

Poi qualche tempo fa la prospettiva di un lavoro "fisso".
La cosa mi spaventava, stavo cominciando ad ingranare come freelance e l'idea di andarmi di nuovo a rinchiudermi in un ufficio, alle dipendenze di qualcuno, magari facendo cose che non sempre possono piacermi, non era delle più allettanti.
Ma si sa, con un buon contratto sotto mano i dubbi si dipanano molto facilmente!
Quindi eccomi qua, un nuovo ufficio, nuovi colleghi (che poi sono tutti miei amici già da prima) e una nuova carriera che potrebbe decollare.
Io ci provo. Male che va posso comunque rivendermi questa esperienza da autore.

E intanto mi sono affezionato alla vita reale, così tanto che scrivere post mi sembra a volte un'inutile perdita di tempo.
Poi ci rifletto e so che non lo è, però, come per tutte le cose (a parte il sesso) mi annoiano se le faccio per troppo tempo.

Non sparirò...semplicemente continuerò ad usare il contagocce.
postato da: contusoefelice alle ore marzo 20, 2008 17:11 | link | commenti (2)
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