Decisamente troppo vicini.
A me andava, e sti cazzi il "poi..."
Ci vogliono proprio le vacanze, ci vuole proprio uno stacco.
Lontananza: è questo il segreto.
Ognuno per i fatti suoi, ognuno libero di gestirsi le sue cose, per tornare, chissà, magari più sereno e più consapevole di quello che può essere il proprio futuro.
Io una mezza idea ce l'ho: peccato che la mia idea di futuro prevede uno stacco troppo grande da tutto quello che è "altro".
Enigmatico, forse.
Ma almeno chiaro con me stesso.
Non so chi, non mi ricordo perché e non ho neanche voglia di andarlo a cercare su internet.
Comunque la frase diceva pressappoco così:
"Niente è più facile quando si diventa adulti".
Sacrosanta verità, c'è poco da aggiungere.
Per carità, io non invidio quelli più piccoli perché essere bambini nel mondo di oggi sembra molto strano e diverso da quando ero piccolo io.
Mi va bene l'età che ho. Forse quello che non mi sta bene è quello che sto facendo, il posto in cui sto vivendo e i motivi per cui mi sveglio tutte le mattine.
No. Stranamente non sono triste, sono solo consapevole della situazione in cui mi trovo.
Non capisco cosa devo fare, cosa sarebbe meglio per me a prescindere dai soldi che mi arriverebbero a fine mese.
Non mi sento appagato, non mi sento stimato e soprattutto non mi trovo affatto con la persona con la quale devo lavorare più a stretto contatto.
Sarà quel che sarà...
Ci sono caduto anche questa volta: ci sono caduto con i piedi e tutto, e come al solito ne pago le conseguenze.
Senza dilungarmi in troppe spiegazioni e in troppe chiacchiere, basta una sola frase.
Ora, mi sta veramente sui coglioni.
C'è un motivo?
Forse si. Anzi, sicuramente c'è.
Ma la cosa più brutta è che non me ne fotte. L'unica cosa che so è che mi sta sulle palle, ma tanto.
Mi sembra di non conoscerla affatto.
Strana la testa eh?
Stanotte ho sognato qualcosa di molto strano.
Premetto che è da circa un mese che passo delle notti molto agitate. Mi sveglio alle 5, guardo l'ora e mi consola sapere che ho ancora 3 ore e mezzo da dormire.
Poi dalle 5 in poi, mi sveglio almeno altre 5/6 volte a distanza di tempo variabile.
E nei vari sonnellini per forza che sogno cose folli.
Brevemente il sogno di stanotte:
Ero in Finlandia.
Ero tornato in Finlandia ai tempi dell'Erasmus
A Vaasa c'erano personaggi del mio paese che non si sono mai mossi dal mio paese o al massimo sono arrivati a Mikonos o Ibiza o Loret de Mar (va bè, ovviamente anche Riccione e Rimini).
In realtà non ero in Finlandia ai tempi dell'Erasmus: ero io oggi, tornato indietro nel tempo (appunto ai tempi del mio Erasmus) per evitare la morte del mio coinquilino finlandese.
Tutti mi ringraziavano, lui stesso mi ringraziava per essere tornato indietro a salvargli la vita, come se anche lui sapesse che doveva morire, ma io non glielo avevo detto!! GIURO!
insomma tutte le persone che erano presenti in quel passato non erano affatto stupiti che io fossi tornato indietro nel tempo, mentre io ero stupito eccome!
Mi chiedevo: ma questi come minchia sanno che io vengo dal futuro?
E perché per loro è normale?
Comunque sia, tutti erano felici di vedermi perché avrei salvato la vita al mio coinquilino.
Ma scusate una domanda?
Se il mio coinquilino sapeva che sarebbe morto e che ero li per salvarlo, perché non si salvava da solo?
Lui conosceva tutto del suo futuro, eppure aspettava me. Ma che ne so!
Ma la cosa che mi ha stupito più di ogni altra è che il mio coinquilino finlandese, con il quale ho condiviso l'appartamento per ben 5 mesi, non solo non mi parlava e mi evitava, ma in più mi stava pure sulle palle: tradotto, se anche fosse realmente morto non so quanto mi sarebbe interessato.
Dispiaciuto si, ci mancherebbe, ma interessato proprio no!
O almeno non così tanto da giustificarci un viaggio nel tempo: con tutte le curiosità storiche che ho, tornare a 4 anni fa per salvare un finlandese stitico mi sembra uno spreco imperdonabile!
Sbaglio?
Eccoci qua, a poche ore dalla partita decisiva dell'Italia contro la Romania.
E io dove sono? Anzi, dove sarò quando tutto il Paese sarà immobile davanti ai teleschermi a tifare per gli azzurri?
Indovina indovinello?
IO sarò in ufficio, da solo come un coglione, ad aspettare del materiale che devo scaricare, stampare e portarmi a casa per arrivare a lunedì con una bella scaletta fatta.
Ora, premesso che non sono un fanatico di calcio ma che seguo solamente i mondiali e gli europei, il fatto di dover rimanere qua da solo a vedere la partita su un fottuto 14" senza antenna mentre i miei amici si ritrovano e stanno insieme con la scusa che gioca l'Italia, questo un pochino mi fa stranire.
Se ci mettete pure che oggi non ho voglia di fare una ceppa, il gioco è fatto.
Detto questo, torno a scrivere quattro puttanate e poi chissà...
Cià
Nel post precedente mi ero dimenticato di dire cosa ho imparato (e sto imparando) da questa situazione:
che la vita non ha senso se non ci sono
RISPETTO AMORE e ONESTA'.
Rispetto per se stessi e per le persone a cui vogliamo bene (ma anche a tutti gli altri in generale)
Amore, non solo tra due persone, ma amore come passione, gioia e voglia di fare o condividere determinate cose: scusate ma secondo me da questo non si sfugge.
Onestà: onestà soprattutto con se stessi. Se sei onesto con te stesso è automatico che riuscirai ad essere onesto anche con gli altri.
Perché la cosa peggiore non è tanto nascondere alcune cose agli altri, ma è nasconderle a se stessi.
Reduce da un week end impegnativo, eccomi di nuovo a Roma.
Sempre più scazzato e sempre più giù di morale.
Il motivo?
Non solo il lavoro, ma anche un altro avvenimento che è riuscito ad intaccare la mia serenità già molto scarsa.
Quando si prova qualcosa per una persona (e la cosa sembra essere ricambiata) è brutto frenare l'istinto di starsi vicini, di abbracciarsi e di guardarsi negli occhi come succedeva fino a poco tempo prima.
Vorrei capire cosa succederà quando ci ritroveremo ancora da soli.
Ieri eravamo in mezzo ad altra gente. Fino a qualche giorno fa anche in mezzo agli amici c'era un feeling pazzesco tra noi.
Invece ieri niente. Il nulla. Il distacco totale.
Non solo lei era lontana da me ma, cosa ancora più fastidiosa, io ero lontanissimo da lei.
Poca confidenza, poche battute.
Ormai la nostra grande amicizia è andata, finita, trasformata in qualcosa di indefinibile che per una serie infinita di cause contingenti molto probabilmente non diventerà mai "amore".
Eppure questo week end ci siamo sentiti ed eravamo tranquilli: certo, le nostre telefonate non erano tutte risate e cazzate come prima, ma è normale a pochi giorni dalla prima volta che abbiamo reciprocamente aperto i nostri cuori e svelato i nostri sentimenti. Però almeno c'erano belle parole, voglia di sentirsi e parlarsi.
Ieri sera invece il niente.
Dare la colpa di questi atteggiamenti alla presenza dei nostri amici mi sembra stupido e riduttivo.
Lei era tranquilla e socievole come al solito con tutti, tranne che con me.
E visto il rapporto che c'è sempre stato tra noi la cosa mi ha ferito e non poco.
Gli amici mi dicevano che si vedeva lontano un miglio che tra me e lei ci fosse un feeling particolare.
Ieri, secondo me, si vedeva lontano 5 miglia che quel feeling non c'era più.
La cosa mi fa male, perché perdere una persona che si "ama" e basta è una cosa superabile, perdere una persona con la quale, prima ancora dei sentimenti, c'è stata una crescita insieme è dilaniante.
Non sono più abituato a gestire queste situazioni.
Dopo tanto tempo di aridità sentimentale sento di non essere pronto ad affrontare una situazione così complessa, che non vede protagonisti solo me e lei, ma anche tutte le altre persone che ruotano intorno a noi e che, per nostra scelta, abbiamo deciso di tenere allo scuro di tutto.
Se qualcosa ci sarà, dovrà essere alla luce del sole.
Ma siccome non ci sarà niente (e non lo dico per autocommiserarmi ma perché questa mi sembra l'unica soluzione possibile) mi aspetterà un periodo del cazzo durante il quale dovrò combattere con il mio istinto, con il mio umore e con la netta sensazione che se continueremo a far finta di niente posso esplodere!
Intanto sabato, prima del matrimonio della mia carissima amica Moira, mi sono fatto un altro tatuaggio:
cosa ci volete fare, sento la necessità di scrivere in maniera indelebile sulla mia pelle ogni momento particolare della mia vita, bello o brutto che sia.
Sento di dovermi ricordare le sensazioni e gli insegnamenti che la vita riesce a darmi attraverso dei simboli sulla pelle.
Con tanta gioia per il mio tatuatore.
http://qoob.tv/wannabe
Simpaticissimo video (per ora uno...) scritto da me e un mio amico regista.
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