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lunedì, 31 marzo 2008

Gli esami non finiscono mai...

Bella scoperta, eh?
Però era da tanto tempo che non mi sentivo sotto esame. Forse perché nel mio vecchio lavoro mi ero guadagnato una certa stima da parte dei miei colleghi e dei miei capi, o forse perché dopo qualche tempo i lavori che dovevo fare mi venivano abbastanza automatici. Insomma, i motivi sono tantissimi, ma il senso non cambia.

Ora ho un nuovo lavoro: certo, la stima di chi mi ha "assunto" c'è (altrimenti non lo avrebbero fatto) ma siccome hanno deciso di investire su di me, sul mio futuro e sulla mia crescita professionale, mi sento in dovere di spaccarmi il culo (scusate l'eufemismo).

Stamattina non appena sono rientrato in ufficio ho parlato con AmicoMontatore (che è poi uno dei miei datori di lavoro) il quale mi ha raccontato alcune cose che sono uscite ieri durante una riunione tra i soci.
Tra i vari argomenti di cui dovevano discutere, è uscito anche il mio nome.
Vi giuro che quando me l'ha detto mi si è stretto un nodo sullo stomaco perché significa molto per me sapere la prima impressione che si è fatta il terzo socio (che poi è quello che conosco meno anche perché per lavoro sta quasi sempre a Milano) in particolar modo perché io e lei siamo quelli che facciamo lo stesso lavoro.
Non faccio nomi per motivi di privacy, ma vi assicuro che questa persona è un nome molto autorevole della televisione italiana. Non va in video, certo, ma è autrice di programmi di altissimo livello.
Morale della favola?
Ha detto che ovviamente ci sono cose sulle quali devo ancora lavorare, e questo mi sembra ovvio, ma la sensazione che ha avuto è stata molto positiva. Le è piaciuto il mio entusiasmo e la mia serietà soprattutto per quanto riguarda la completezza dei lavori che ho consegnato.
Diciamo anche che per me è scontato consegnare il lavoro completo: mandare pezzi pezzi non funziona e non ha mai funzionato, ma se ci ha tenuto a sottolinearlo significa che non tutti quelli con cui ha lavorato si sono comportati così.

Quindi un pochino gongolo anche se mi sento addosso gli occhi di tutti e, di conseguenza, lo stress un pochino sale. Ma è anche vero che se si vuole fare un lavoro di questo tipo non si può sperare di essere immuni da responsabilità e da stress.
Se con il tempo dovessi accorgermi che non è il lavoro che fa per me e che le troppe responsabilità mi snervano, allora a quel punto posso sempre cercare un altro tipo di lavoro.
Per ora sono sicuro che ce la posso fare: lavorare non mi pesa, sapere che ci saranno dei week end in cui sarò costretto a lavorare non lo vedo come un problema.
Dopo tutto non si può sperare di affermarsi nel lavoro e di fare una bella carriera se non si è disposti a rinunciare a qualcosa.
Mi sono divertito, e molto, in questi 28 anni e 1/2, adesso è il tempo di dimostrare quanto valgo, a costo di rinunciare ad un pò di vita privata.

Senza rinunce non ci sono successi, questo è poco ma sicuro!

postato da: contusoefelice alle ore marzo 31, 2008 12:03 | link | commenti (1)
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giovedì, 27 marzo 2008

Buonanotte...

Il bello della vita è che non c'è proprio niente di bello nella vita.
postato da: contusoefelice alle ore marzo 27, 2008 01:39 | link | commenti (7)
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martedì, 25 marzo 2008

Che c'è ancora?

C'è che per Pasqua sono stato a Contusolandia.
C'è pure che stavo a pezzi e avevo bisogno di riposare.
Ma c'è pure che mi sono veramente rotto i coglioni.
Niente da fare, gli amici impegnati a fare cose che non mi divertono e io che mi sono stancato di dovermi accontentare.
Certo, sono i miei amici e questo niente potrà cambiarlo, ma, amici miei, se continuate così mi dispiace ma mi vedrete sempre meno.
Certo non è che vi cambierà granché, ma io non sono pronto per la vostra vita "da grandi".

postato da: contusoefelice alle ore marzo 25, 2008 18:50 | link | commenti (1)
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venerdì, 21 marzo 2008

C'è...

C'è che mi piace una persona...finalmente.
E c'è che non riesco a farmi avanti.

C'è che sono un codardo...

C'è che, cristo santo, finalmente mi sento vivo.

C'è che tanto non riuscirò mai ad averla.

Ma c'è anche che, dio cane, sento qualcosa, finalmente.
postato da: contusoefelice alle ore marzo 21, 2008 01:17 | link | commenti (4)
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giovedì, 20 marzo 2008

Vita reale VS. Vita da blogger

In uno dei commenti al post precedente mi è stata chiesta una cosa molto interessante: com'è tornare alla vita reale.
Non ci avevo pensato, perché in realtà era stato un processo lento e spontaneo al quale mi ero (anzi, mi sono... suona decisamente più giusto) facilmente abituato.
Lo sospettavo, non ve lo nascondo, che una volta uscito dalla routine del mio vecchio lavoro, immancabilmente sarebbero venute meno anche tutte quelle cose che ero solito fare quando mi trovavo in ufficio.
Quindi addio ai miei mitici "Gay Lunch", addio ai pomeriggi passati a lavorare sentendo musica a tutto volume e, dulcis in fundo, addio ai mille post che ero solito scrivere anche (ma non solo) per ammazzare la noia.

Come dicevo, era ovvio che cambiando il modo in cui trascorrevo le mie giornate, sarebbero cambiate le mie abitudini.
Per due mesi e mezzo sono stato disoccupato quindi me ne stavo per la maggior parte del tempo a casa a inviare curriculum ai quali nessuno ha mai risposto e, perché no, mi godevo il "meritato" riposo.
Ma, strano ma vero, dopo un po' di tempo anche il riposo stanca.
Più che il riposo, stanca l'idea di essere inutili a se stessi e alla società.
Il ritorno alla vita reale è stato quindi quasi ovvio perché la mia mente era così occupata a cercare una soluzione alla mia disoccupazione, che tutto avevo voglia di fare tranne che scrivere il resoconto quotidiano dei miei fallimenti.

Poi sono cominciati i primi lavoretti, i primi impegni e, di conseguenza, era sempre meno il tempo che avevo a disposizione per cazzeggiare. Anche perché, a pensarci bene, disoccupato nel vero senso della parola lo sono stato solo il mese di gennaio: tra amici che hanno case di produzione e l'amico regista, della mia creatività c'è sempre stato bisogno (ahahhahahhahaha!!!).

Poi qualche tempo fa la prospettiva di un lavoro "fisso".
La cosa mi spaventava, stavo cominciando ad ingranare come freelance e l'idea di andarmi di nuovo a rinchiudermi in un ufficio, alle dipendenze di qualcuno, magari facendo cose che non sempre possono piacermi, non era delle più allettanti.
Ma si sa, con un buon contratto sotto mano i dubbi si dipanano molto facilmente!
Quindi eccomi qua, un nuovo ufficio, nuovi colleghi (che poi sono tutti miei amici già da prima) e una nuova carriera che potrebbe decollare.
Io ci provo. Male che va posso comunque rivendermi questa esperienza da autore.

E intanto mi sono affezionato alla vita reale, così tanto che scrivere post mi sembra a volte un'inutile perdita di tempo.
Poi ci rifletto e so che non lo è, però, come per tutte le cose (a parte il sesso) mi annoiano se le faccio per troppo tempo.

Non sparirò...semplicemente continuerò ad usare il contagocce.
postato da: contusoefelice alle ore marzo 20, 2008 17:11 | link | commenti (2)
categorie: u
venerdì, 14 marzo 2008

L'inizio di una nuova era.

Un nuovo computer
Un nuovo lavoro
Un altro dente del giudizio tolto
Qualche chiletto in meno
Qualche capello in meno
Molti soldi in più in tasca (non ancora ma arriveranno)
Un nuovo coinquilino
Un altro nuovo coinquilino
Cuginquilina (a breve solo cugina) pronta a trasferirsi a Contusolandia
Una nonna malata
Un'amica sempre più prossima al matrimonio
Un fegato sempre più provato.

Solito scazzamento con il fantastico mondo femminile
Gli stessi amici
Gli stessi sogni
Le stesse paure

Sono tornato. Per quanto? Non lo so.
Oggi però ci sono, per tutti quelli che mi hanno sempre letto e che con molta probabilità hanno smesso di farlo.
Ma se qualcuno dei miei vecchi amici di blog passasse di qui, a lui è dedicato questo semplice post.... per ricordare a tutti che una volta, nel mondi di splinder, c'ero anche io.
Non sono morto, semplicemente la vita mi ha portato a dover vivere per tutto questo tempo nel mondo reale.



postato da: contusoefelice alle ore marzo 14, 2008 16:28 | link | commenti (6)
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martedì, 04 marzo 2008

Pensieri.

Mi fanno sorridere quei momenti in cui credi di poter spaccare il mondo ma in realtà quello che viene spaccato sono solo le tue illusioni. A volte basta il rumore di una porta che si apre, il rumore sordo del cuore che ti sale in gola perché sei convinto che da quella porta stia per uscire qualcuno che vuole venire da te, a farti sentire bene. Poi ti giri e vedi uscire qualcun'altro, qualcuno che non conosci e che sta uscendo solo per fumarsi una sigaretta. E allora il castello di carta comincia a vacillare, perde pezzi e crolla. Ma è un cadere leggero di piccole illusioni sulle quali fortunatamente non ti ci eri neanche troppo aggrappato perché si sa, nella vita i problemi veri sono altri. Allora eccolo quel sorriso beffardo che spunta ad un angolo della tua bocca, un sorriso falso, di quelli che non lasciano intravedere neanche un millimetro di dente. Triste sorriso. E' in quell attimo che diventa certezza il fatto che l'altra volta, quando da quella stessa porta era uscita una persona che in un attimo ti aveva rapito, reso partecipe della sua vita e delle sue emozioni e ti aveva quasi convinto che in quel preciso momento potesse essere scattato qualcosa, si fosse trattato solo di un semplice, bellissimo caso. Finita la birra, si ritorna a casa.

postato da: contusoefelice alle ore marzo 04, 2008 15:30 | link | commenti
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