Domenica 11 maggio, ore 22.44, il Sig. Contusoefelice procedeva a velocità moderata lunga via Tiburtina in compagnia della sua amica Negretta quando all'improvviso due ragazzoni di colore sono sbucati da dietro un albero e, di corsa, hanno cominciato ad attraversare la via incuranti del sopraggiungere del povero Contuso.
Per evitare i due pedoni (che va ricordato non attraversavano sulle strisce pedonali) Contuso perdeva il controllo dello scooter e finiva a terra rovinosamente e con la sua faccetta delicata andava gentilmente ad urtare il marciapiede posto alla sua sinistra.
Morale della favola. Il negher che ho "preso" non si è fatto praticamente niente (per fortuna), io mi sono ritrovato con il viso tumefatto (per fortuna è tornato tutto a posto) e la mia amica si è rotta un gomito.
Una bella rottura di cojoni.
Stamattina sono andato dai vigili per risolvere le ultime pratiche burocratiche, per portare i documenti dello scooter e l'assicurazione e per verificare che fossi in regola con la patente e tutti gli altri documenti.
Ora, per dirla tutta dovrei fare causa ai due pedoni ma non ci penso neanche lontanamente perché queste storie legali sono sempre lunghe e pallose da gestire. L'importante è che nessuno si sia fatto troppo male.
Certo, la mia amica ha comunque 25 giorni di prognosi ma a lei ci penserà la mia assicurazione.
Come si dice...tutto è bene quel che finisce bene.
Speriamo che non ci siano complicazioni per la mia amica che è già stata operata giovedì scorso e oggi la rioperano perché si sono accorti che gli hanno messo male il chiodo nel braccio.
Incrociamo le dita.
Legalmente non ci saranno strascichi (così almeno hanno detto i vigili) quindi dovrebbe essere tutto risolto.
E' andata bene. Mi sono preso un bello spavento e adesso per una decina di giorni devo tenere l'occhio sinistro riposato perché ho subito un trauma. Mannaggia ai caschi aperti!!
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/hiroshima-foto/3.html
Perché se queste cose le fanno gli americani vengono giustificate con la scusa della democrazia mentre se le fanno altri Paesi vengono considerate terrorismo?
Certo, sono passati più di 60 anni, e purtroppo ormai ci siamo abituati a questo tipo di immagini.
Eppure, nella storia del mondo, gli americani sono stati gli unici ad utilizzare la bomba atomica a scopi bellici.
La Francia ha sempre fatto esperimenti nucleari, l'Iran minaccia di costruirla, l'Iraq è stato invaso con la scusa delle armi di distruzione di massa.
Insomma, questa benedetta bomba atomica fa tanta paura: e, chissà perché, fa paura soprattutto a chi l'ha usata con scopi ben diversi da quelli prettamente "sperimentali".
Lo so, sono discorsi fatti e strafatti che purtroppo suscitano ancora accese discussioni e infiniti dibattiti.
Io mi limito a dire solo una cosa:
americani cari, troppa gente vi considera ancora i padroni del mondo. Ma state attenti (e non è una minaccia! Chi sono io per minacciare nientepopodimenoche gli USA....) perché tutte le porcate che avete fatto, fate ancora oggi e continuerete sicuramente a fare, se esiste il caro Dio a cui voi bigotti spesso vi rivolgete a sproposito (God Bless America) vi si ritorceranno per forza di cose contro.
Com'è che dice quel proverbio?
Chi semina vento raccoglie tempesta...
Dopo quello che è successo a Verona non servono commenti.
I fatti (secondo me) vanno al di là della politica. Sticazzi se sono dei nazi o dei fasci come dicono i media.
Quello che conta è che 5 figli di papà con le facce da culo se ne staranno per un pochino in carcere.
Dico un pochino perché per come funziona la giustizia in Italia non penso che si faranno più di un annetto di galera, anche se gliene auguro almeno 20.
Il problema per loro è un altro.
Nelle carceri italiane ( e in particolar modo al nord) è pieno zeppo di immigrati e terroni. Le stesse persone che (sempre stando a quello che dicono i media) loro odiano tanto.
Allora se la giustizia italiana non funziona, quella del carcere funziona sempre alla grande.
E quando usciranno dal carcere con il culo sfondato ci penseranno due volta prima di picchiare qualcuno che negherà loro una sigaretta.
Il ricordo sarà troppo "bruciante" per dargli il coraggio di reagire un'altra volta come hanno fatto quella fatidica sera del primo maggio.
Scusate se mi sbilancio, ma un "dovete morire" mi esce proprio dal cuore.
Bastardi di merda.
Finalmente dopo un mese di lavoro massacrante e dopo litri e litri di sangue amaro, una piccola soddisfazione.
Mi hanno fatto il bonifico!!!
Gioia e giubilo.
Non oso chiamare la mia banca per sapere quanti soldi ho perché ho paura di sentire la risposta visto che sono più di due mesi che non metto soldi ma ritiro solamente.
Certo, un lavoretto che ho fatto a fine febbraio mi è stato pagato non in contanti ma con un Mac nuovo di zecca, quindi non mi posso certo lamentare, ma questo bonifico ci sta proprio bene.
Ora, ci sono un paio di acquisti che devo assolutamente fare:
per prima cosa una nuova giacca "primaverile", visto che la mia di pelle ha subito un leggerissimo danno alla cerniera e quindi ora se me la voglio mettere la devo portare per forza aperta perché non si chiude più.
Seconda cosa, un nuovo paio di occhiali da sole. Quelli vecchi sono da zingaro (me ne sono accorto dopo soli 2 anni e mezzo da quando li ho comprati) e quindi, visto che posso, me li compro nuovi.
Il resto lo lascio riposare nella mia cara banca in attesa di futuri acquisti.
Ps; ora, non per vantarmi, ma in un mese di lavoro qui ho guadagnato (calcolo statistico alla mano) quanto in 2 mesi e 2 giorni di lavoro nel mio vecchio ufficio.
Diciamo che il gioco vale la candela... ovvero, i soldi che prendo valgono lo stress.
Buon week end del primo maggio a tutti.
No, non intendo il romanzo di George Orwell o la canzone di David Bowie, ma mi riferisco all'anno di nascita di cugino Minime.
Nato nel 1984 ha fatto un sacco di cose nella sua vita.
Ha conosciuto bella gente, si è arrabbiato, si è innamorato, ha giocato a basket, ha fatto gli scout, ha iniziato a suonare la batteria con me in una lontana estate di tanti tanti anni fa.
Suonare la batteria.... è una parola grossa.
Io suonavo la chitarra, lui mi accompagnava sbattendo dei pezzi di legno su un divano e delle pentole.
Abbastanza per fare il nostro primo concerto davanti a pochi parenti curiosi e sorridenti.
Poi è cresciuto, e la batteria è diventata il suo strumento, quello che lo ha accompagnato negli anni delle medie, delle superiori e poi ancora fino alla Capitale dove si è trasferito per studiare.
E anche a Roma, tanti amici, l'amore per una ragazza più grande di lui, le mille band con le quali ha suonato e suona ancora, gli esami, l'arrivo di un cugino rompi palle che per ben 9 mesi gli ha occupato clandestinamente il letto, la laurea, un nuovo amore, i viaggi.
Si, anche un sacco di viaggi. Per suonare o semplicemente per vedere posti nuovi.
Due su tutti, fatti con me: le Canarie e la Scozia.
Sbronze, canne, poi vomitate abbracciato alla tazza del cesso, le risate degli amici, i baci delle ragazze, il sesso, l'amore, in una sola parola, la vita.
Io un pochino lo invidio... 24 anni sono pochi.
Poi leggo il giornale e scopro che, in Austria, una ragazza è stata tenuta segregata in cantina per 24 anni. Dal lontano agosto 1984.
Lei chiusa al buio in un posto che non voglio nemmeno immaginare.
Mio cugino nasceva, cresceva e viveva...
24 anni sono ancora così pochi come pensavo io?
Tira una brutta aria stamattina...molto brutta.
Non ho ben capito quale sia il problema, o meglio, forse qualcosa ho capito ma se faccio domande mi si risponde a mezza bocca.
Problemi contrattuali per un lavoro che dobbiamo fare da qui al prossimo anno.
Io non sono socio ma solo un "dipendente/amico" quindi non mi va di insistere nel sapere cosa sta succedendo. Aspetterò che le notizie siano ufficiali e poi per forza di cose dovranno riferirmi quello che sta succedendo.
Nel frattempo sono abbastanza libero, tanto da potermi gestire bene questi tre giorni che mi separano dal ponte del 1 maggio.
Salvo eventi eccezionali (e visto quello che sta succedendo non si sa mai) giovedì mattina me ne parto di buon ora e mi vado a fare questi 3/4 giorni a Contusolandia.
Magari dovrò anche lavorare, ma ho proprio bisogno di stare un pò a casa.
Vediamo cosa succede...
Guai in vista.
Dal tono di voce di uno dei miei capi, mi puzza di marcio!
Meno di un'ora e comincia il week end.
O meglio, dovrebbe cominciare il week end.
Stasera parto, e non c'è dubbio, per andare a Scauri dove ci sarà la festa di matrimonio di un amico che si è sposato stamattina.
Ho saltato la cerimonia per motivi di lavoro e al pranzo erano invitati solo parenti e testimoni, quindi non mi sono perso niente.
Stasera festone.
Quello che dovevo fare l'ho fatto, e ancora non ho ricevuto feedback.
Alla mia supervisor ho detto che parto e che per ogni cosa può trovarmi sul cellulare.
Adesso, la mi paura (non dico la mia certezza altrimenti sembra che sono bravo solo a lamentarmi) è che lei mi chiamerà veramente domani per dirmi che devo lavorare su alcune cose.
Tradotto: devo tornare a Roma mentre tutti i miei amici se la spassano al mare.
Però non è detto...tutto può succedere.
E io spero nel miracolo!
No, purtroppo non è un conto alla rovescia e "Ancora uno" non deve essere inteso come "Ancora uno e basta", anzi.
Nel mio caso ancora uno vuol dire che, dopo averne fatti 3 (o 4 neanche mi ricordo più), dovrò farne ancora uno, e sicuramente un altro ancora, e ancora e ancora.
Di cosa, vi chiederete voi?
Di week-end lavorativi.
Da quando ho iniziato questa "splendida" avventura, ho avuto a disposizione solo il week end per andare a votare. Che poi non è che l'ho proprio avuto a disposizione. Più che altro me lo sono preso e basta.
Certo, lo stipendio è alto e forse anche sproporzionato alla mia esperienza in questo campo, ma loro questa proposta mi hanno fatto e io questa proposta ho accettato. Liberissimi di pentirsi, e in quel caso liberissimo io di salutare tutti con un caloroso abbraccio e una calorosa stratta di mano.
Perché si, è vero che il lavoro non mi spaventa e sapere di dover lavorare nei week-end non mi deprime (tanto la mia vita privata ormai è andata a farsi benedire -vedi post precedente-) ma se continuo su questi ritmi temo di arrivare presto al limite di sopportazione umana al lavoro.
Sopportazione fisica?
No. Mentale. E non devo dirlo io che anche quella mentale logora e non poco.
Perché a differenza di quella fisica, quella mentale logora una cosa ben più difficile da curare e risanare.
Logora l'anima.
E il fatto che dopo solo un mese ho già smesso di lamentarmi e di sbuffare per i week end che devo passare a scrivere anziché andare al mare o in giro con gli amici, indica che il processo di "logorazione" è in atto.
Assecondarlo e aspettare che mi porti alla totale apatia o impegnarmi a gestire meglio le mie cose?
La seconda è senza dubbio la scelta migliore. Ma anche la più difficile.
Ho la netta sensazione che molte cose cambieranno già dai primi di maggio, quando la mia supervisor tornerà da Milano e sarà fissa qui a Roma.
Io avrò modo di rubare da lei quanto più possibile, e lei avrà modo di capire se questo tipo di lavoro fa per me.
A volte riesco, altre meno. A volte quello che scrivo va bene, altre volte è da buttare.
Succede. Certo che succede, a maggior ragione se è un lavoro che non hai mai fatto prima e per il quale ci sono una serie interminabili di fattori da tenere in considerazione.
Non ho paura di fallire perché, se dovesse succedere, rimarrà comunque un'esperienza che mi ha fatto crescere.
Quindi aspettiamo e vediamo cosa succede.
Qualcosa dentro di me è cambiato: l'ansia sta pian piano scomparendo e al suo posto si sta insinuando una sorta di rassegnazione che se da un lato mi preoccupa, dall'altro mi fa stare sicuramente meglio.
Secondo voi può una persona sentirsi pienamente appagata nella vita se non ha nessuno accanto con cui condividere gioie e dolori?
Ci pensavo ieri mentre cercavo invano di prendere sonno.
La mia vita in questi mesi ha preso una piega inaspettata e sto imparando "un mestiere" (come si usa dire).
Lo stress è tanto, e mi aspetto molto da questa esperienza.
Purtroppo non riesco a definirmi sereno, né tanto meno felice.
Sono Contusoebasta.
Soffro di ansia da prestazione professionale e ogni singolo momento della mia giornata mi sento sotto esame.
Di conseguenza penso che questo non sia il momento ideale per avere accanto qualcuno perché, così come sto, potrei fare più danni che altro.
E allora scappo da ogni possibile situazione intrigante. Ma non solo scappo, evito proprio che mi si presentino perché ho paura di non saperle gestire, di non sapere come dividere la mia vita privata dalla mia vita lavorativa che mai come in questo ultimo mese vivono in completa e totale simbiosi.
Oggi come oggi non mi manca un donna, ma mi spaventa l'idea che sono ormai troppi anni (3 per la precisione) che non ho voglia (tempo, desiderio, occasione) di impegnarmi.
Ogni tanto invidio chi non vede l'ora che arrivi la sera per passare del tempo con la persona che ama mentre io non vedo l'ora che arrivi la sera per stare con gli amici e cazzarare.
Poi però si cresce e si sentono esigenze diverse.
Il problema è che certe esigenze non è che le risolvi in un giorno.
Ecco, io ho come l'impressione che quando comincerò a sentire queste esigenze sarà troppo "tardi"...
Perché, non nascondiamocelo: già a 29 anni si è molto esigenti e basta poco a scazzare, figuriamoci a 35, e figuriamoci a 40.
Io non ci riesco proprio a vedermi felicemente fidanzato, e la cosa un po' mi deprime.
Mah, strani giorni.
Tanta stanchezza, poca voglia di lavorare.
In compenso è successa una cosa che sa di miracolo.
Non so se vi avevo mai detto che l'appartamento in cui vivo mi stava stretto, mi dava l'ansia e mi infastidiva.
Bè, strano ma vero non è più così.
Non che sia successo niente, forse avevo solo bisogno di più compagnia maschile per sfogare le delusioni e le tristezze della vita.
Forse mancava un pò di sano testosterone.
O forse (e questa secondo me è la spiegazione più attendibile) ultimamente sono troppo stanco per pensare di uscire tutte le sere e quindi la casa mi piace di più perché nel mio subconscio mi autoconvinco che sia il posto più sereno e tranquillo del mondo.
Si, penso proprio che sia questo.
Penso proprio che devo smettere al più presto di farmi sopraffare dall'ansia e dallo stress.
Penso proprio che devo smettere, si...smettere.
Adesso, ora, subito.
No dai, forse domani.